Le donne leggono di più degli uomini soprattutto nelle regioni del centro nord. A partire dai 25 anni l'abitudine alla lettura diminuisce, sebbene tra la popolazione di 55-59 anni si osservi un andamento nuovamente crescente, che regredisce però tra la popolazione ultra 64enne. Ancora troppo disparità tra nord e sud. Maglia nera alla Sicilia

In Italia si legge poco, e sempre meno: secondo l'ultimo report dell'Istat su "Lettura di libri e fruizione delle biblioteche", solo il 6,4% sono lettori forti, vale a dire hanno letto almeno 12 libri nell'ultimo anno. La maggior parte, il 17,45, sono deboli, ossia leggono al massimo 3 libri in un anno, mentre il 15,4% sono medi ossia (3-11 libri).
Nel 2022 è stata pari al 39,3% la quota di persone di 6 anni e più che hanno letto nell'ultimo anno almeno un libro per motivi non strettamente scolastici o professionali (nel 2021 erano il 40,8%), segnando il livello più basso da 25 anni. Ma le nuove generazioni fanno ben sperare: la quota maggiore di lettori si osserva tra i giovani fino a 24 anni, con punte più elevate tra gli 11 e i 14 (57,1%).
In assoluto, il pubblico più affezionato alla lettura è rappresentato dalle ragazze di 11-14 anni, tra le quali più di 6 su 10 hanno letto almeno un libro nell'anno.
L'analisi per fasce di età mette in evidenza nel 2022 una quota maggiore di lettori tra i più giovani (fino a 24 anni), con punte più elevate specialmente tra gli 11 e i 14 anni (57,1%), per quanto tra i giovanissimi la lettura complessiva non superi i tre libri l'anno per un lettore su due. A partire dai 25 anni l'abitudine alla lettura diminuisce, sebbene tra la popolazione di 55-59 anni si osservi un andamento nuovamente crescente, che regredisce però tra la popolazione ultra 64enne.
Rilevante la differenza di genere: la percentuale delle lettrici è del 44%, quella dei lettori del 34,3%.
L'abitudine alla lettura è più diffusa nelle regioni del Centro-nord: nel 2022 ha letto almeno un libro il 46,3% delle persone residenti nel Nord-ovest, il 45,8% di quelle del Nord-est e il 42,4% di chi vive nel Centro. Al Sud la quota di lettori è del 27,9% mentre nelle isole la realtà è molto differenziata tra la Sicilia (24,0%) e la Sardegna (40,0%). L'abitudine alla lettura, inoltre, è molto più diffusa nei Comuni centro delle aree metropolitane, dove nel 2022 si dichiara lettore quasi la metà degli abitanti (47,8%). Anche il livello di istruzione rappresenta un elemento discriminante per le abitudini di lettura: tra le persone con un'età pari o superiore ai 25 anni, legge libri il 68,9% dei laureati, il 43,2% dei diplomati e solo il 17,1% di chi possiede al massimo la licenza media.